Vegetarianesimo spirituale

L’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna è stata anche definita “religione della cucina”.
Se assaggiate la cucina degli Hare Krishna capirete il perché!

di Damodara Pandit das

 

Srila A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, maestro spirituale fondatore dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, era un cuoco eccezionale, e accoglieva gli ospiti con grande gentilezza e generosità.

Nella loro ricerca della spiritualità, molti suoi primi seguaci del Lower East Side di New York furono attratti soprattutto dalla sua cucina. Fu nel negozietto della Seconda Avanue, adibito a tempio e ashram, che Prabhupada educò i suoi discepoli non solo negli insegnamenti della Bhagavad-ghita, ma anche nell’arte di cucinare deliziosi piatti vegetariani.

prasadamEgli usava la sua eccezionale abilità culinaria per preparare pietanze squisite destinate al piacere di Krishna e dei giovani che visitavano il tempio.

Gustando questo cibo santificato (in sanscrito prasada o ‘misericordia di Dio’), essi rimasero ancora più attratti al bhakti-yoga, la scienza della devozione a Krishna.

Inutile dire che quelle lezioni di cucina piacquero a tutti, specialmente la parte conclusiva: l’assaggio! L’arte culinaria devozionale che Prabhupada insegnava fu per molti dei suoi studenti determinante quanto il canto meditativo sul Santo Nome e la profonda filosofia che aveva portato in Occidente.

Man mano che l’ISKCON si espandeva, Srila Prabhupada continuò a incoraggiare i suoi discepoli a cucinare e distribuire il prasada. Oggi il Movimento è una rete internazionale di centinaia di comunità e progetti che offrono annualmente milioni di piatti vegetariani santificati.

Dove andare

Il cibo degli Hare Krishna è disponibile nei centri ISKCON, nei ristoranti Govinda, nei punti viaggianti di ristorazione e in tutti quei luoghi nel mondo in cui l’ISKCON organizza la distribuzione gratuita di cibo.

Tra coloro che usufruiscono di questi servizi vi sono i clienti abituali dei raffinati ristoranti dell’ISKCON, i ricercatori spirituali che partecipano alle Feste della Domenica nei templi, i senzatetto e gli indigenti, che ricevono pasti nutrienti e gratuiti forniti dal programma Food for Life (Cibo per la Vita).

Se visitate un tempio Hare Krishna durante una delle consuete Feste della Domenica o in occasione di altre festività annuali, farete un’esperienza unica, oggi diventata un fenomeno globale.

“Si percepisce una profondo senso di unione e fratellanza quando si partecipa a una festa di prasada”, dice Alalanath, responsabile della Festa della Domenica nel centro Hare Krishna del New South Wales, in Australia. “Gustare un delizioso pasto vegetariano con amici e compagni di vita spirituale è una tradizione che esiste in India da migliaia di anni.”

Tra gli oltre cento ristoranti Hare Krishna disseminati nel mondo, alcuni li potete trovare dietro l’angolo di Oxford Street a Londra, in un castello ai piedi delle Ardenne, in Belgio, nel quartiere del Lower East Side di New York e vicino al centro di Buenos Aires.

Ogni ristorante ha la sua atmosfera particolare e i suoi menù si armonizzano con la cultura locale, ma il fattore unificante è l’offerta di deliziosi piatti vegetariani cucinati e serviti con amore.

Un altro programma associato all’ISKCON è il Govinda Catering, che manda in tutto il mondo veicoli attrezzati proponendo una vasta scelta di piatti vegetariani durante i festival musicali.

Krishna Gana das, uno degli organizzatori, racconta: “Durante i concerti, spesso i nostri clienti dicono di averci apettato tutto l’anno!”

 

Perché il prasada è squisito?

Che cosa rende il cibo di Krishna così gustoso? “L’ingrediente più importante è l’attenzione con cui viene preparato per essere offerto a Krishna (Dio) con amore”, afferma Kurma das, chef, scrittore e star televisiva australiana in campo culinario. “Una parte della nostra meditazione è scegliere con cura gli ingredienti migliori per preparare i piatti più deliziosi, consapevoli che l’atto di cucinare non è solo finalizzato al mangiare, ma è una vera e propria pratica spirituale.”

Questa meditazione rende la cucina un’attività edificante e divertente, per nulla noiosa. I menù sono programmati secondo i sei sapori —amaro, aspro, salato, piccante, astringente e dolce— menzionati nell’Ayurveda, antico trattato indiano sulla salute.

Un cuoco esperto impara a combinare questi diversi sapori utilizzando vari ingredienti, come verdura, frutta, cereali, spezie ed erbe, per creare un’esperienza straordinaria che coinvolge la vista, l’olfatto e il gusto.

 

Perché cibo vegetariano?

Le antiche Scritture dell’India spiegano che una sana dieta vegetariana è virtuosa (sattvik), cioè contribuisce ad aumentare la durata della vita, a dare forza, salute, felicità e soddisfazione.

Questi Scritti millenari affermano che soltanto la frutta, la verdura, i cereali, i legumi e i prodotti del latte sono adatti al corpo umano. Ecco perché i devoti di Krishna si astengono dal consumo di carne, pesce, pollame e uova.

Dal punto di vista medico, la ricerca scientifica conferma sempre di più il legame che esiste tra il consumo di carne e i tumori, le cardiopatie e altre gravi patologie. Dal punto di vista spirituale, mangiare carne implica l’uccisione di creature innocenti, quindi produce un karma negativo, cioè reazioni anche molto dolorose.

 

Nutrire un mondo che ha fame

Una volta, in India, nel ’74, Srila Prabhupada vide alcuni bambini che si contendevano avanzi di cibo con dei cani. Provò allora una grande compassione e disse ai suoi discepoli: “Nessuno dovrà patire la fame nel raggio di dieci miglia dai nostri templi.” Ispirati da quest’ordine, i suoi discepoli, a cui più tardi si unirono volontari da tutto il mondo, hanno creato una rete globale di distribuzione gratuita di prasada.

Da allora, Hare Krishna Food for Life e altri progetti associati si sono sviluppati fino a diventare il più grande programma di distribuzione di cibo vegetariano al mondo.

Avvalendosi di unità mobili, i volontari servono il prasada ai senzatetto in molte città e pasti gratuiti a migliaia di persone vittime di calamità naturali.

Oltre a queste iniziative, il progetto ISKCON Food Relief Foundation o Annamrita, distribuisce pranzi caldi e nutrienti a più di seimila scuole in tutta l’India.

Da quando è nata, nel 2004, ad oggi, Annamrita è diventata un’organizzazione che si avvale di tecnologie all’avanguardia in otto Stati dell’India per fornire ogni giorno un milione e duecentomila pasti vegetariani alle scuole frequentate da bambini che versano in condizioni d’indigenza.

Parasurama das, che distribuisce cibo di Krishna ai bisognosi di tutta Europa dice: “Questi pasti offrono molto più di un semplice sostentamento, creano unità e danno sostegno e amore spirituale.”

 

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